Ricerca personalizzata

sabato 22 novembre 2008

Reincarnazione e Bibbia



Una possibilità di ricominciare: "Un essere umano che non ha avuto tutta la sua parte di vita o che l’ha sciupata deve avere la possibilità di recuperarla in un'altra esistenza. L'uomo deve beneficare di esami di riparazione..."

RISPOSTA - La verità cristiana si articola in 2 affermazioni:

1. Essere sempre pronti. Questa vita non è uno scherzo. La nostra morte è l'incontro supremo con il Dio della Vita alla quale dobbiamo essere SEMPRE pronti. Gesù ci narra la parabola delle vergini sagge e delle vergini stolte che non si erano preparate al ritorno del Signore e che all'ultimo istante erano andate a comprare dell'olio per le loro lampade. Ma al loro ritorno trovarono la porta irrimediabilmente chiusa. Non avremo "esami di riparazione" di fronte al Signore. Il Signore prende sul serio il nostro agire, il nostro cuore. Dobbiamo imparare a spendere bene i giorni che passiamo su questa terra, perché non avremo una seconda opportunità.

2. Il tempo è relativo: "Per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno" (2 Pt 3,8). Il Dio della Bibbia ama talvolta prendersi gioco del tempo quando si tratta di guarire i suoi figli nel corpo o nell'anima. È la storia del ladrone che sulla croce riparò tutti gli errori della sua vita in pochi istanti prima di morire. Ma la vita non è uno scherzo e l'ultimo "si" o "no" alla Verità è preparato da tutti gli atti liberi della nostra vita e li riassume tutti. Del resto, se la nostra vita si esaurisse su questa terra, allora qualsiasi disuguaglianza nella nascita sarebbe un'ingiustizia, un inganno. Se da una parte i cristiani sono chiamati a combattere le forme di ingiustizia e questo come preparazione del Regno, dall'altro sono chiamati a superare ogni forma di materialismo: l'uomo non è fatto di sola carne, l'uomo non è fatto per esaurirsi nella materia, ma sente un indicibile desiderio di andare oltre, oltre ciò che si può misurare, toccare, vedere. "Perché hai visto, hai creduto, Tommaso. Beati coloro che pur non vedendo crederanno".
Il nostro essere aspira ad andare oltre. Non siamo nati per vivere su questa terra. Ma la nostra vita prosegue, trasformata. Quindi nessuna ingiustizia divina, se una persona vi trascorre 100 anni, mentre un'altra solo 10.


L'origine dell'anima dei neonati
: "secondo Platone, il numero delle anime è fisso e immutabile. Esse non possono essere create dal niente, ma preesistono da sempre alla nascita dei neonati. Così le anime dei viventi non possono venire che dai morti".

RISPOSTA - La visione cristiana dell'anima non si rifà a Platone. Dio è Creatore, sempre, e non cessa di creare nuove anime, per i corpi appena concepiti dall'uomo e dalle altre creature. Tuttavia, il libro della Genesi ci mostra una enorme differenza tra l'anima umana, sede della razionalità, dei sentimenti, e quella animale: l'anima umana è immortale perché immagine del Dio vivente. Inoltre l'uomo primordiale, si legge, non è appagato dalla presenza degli animali intorno a sé: segno della differenza profonda che lo separa dal resto del creato. Ciò non toglie che l'uomo possa e debba vivere dal "fratello" con tutto il creato, non come padrone, ma come pro-creatore, che porta avanti cioè l'opera creatrice di Dio.
Se le anime attuali fossero sempre le stesse come si spiega l'aumento vertiginoso della popolazione mondiale? Dove si trovavano quelle anime?


Le disuguaglianze naturali
: "Se Mozart a 5 anni componeva musiche così elaborate, evidentemente deve averle già abbozzate in precedenti vite", pensano gli adepti della reincarnazione. "Perché un bambino nasce mongoloide, mentre suo fratello gemello è superdotato? Evidentemente il primo deve purificarsi da colpe passate, mentre il secondo gode i benefici del suo impegno passato. Ogni azione produce prima o poi il suo effetto buono o cattivo: nell'induismo questa legge cosmica del rapporto causa-effetto e della retribuzione quasi meccanica dei nostri atti si chiama karma".

RISPOSTA - La prima risposta biblica alla visione karmica delle disuguaglianze naturali consiste in una sublimazione della razionalità umana: "Le vie di Dio non sono le vostre vie" (Is 55,8). Le persone handicappate, prive di salute, possono essere dotate di un cuore eccezionalmente capace di amore. Non si tratta necessariamente di persone inaridite dai peccati passati. Inoltre le disuguaglianze naturali sono il semplice risultato della varietà in natura. Come i fiori sono tutti diversi, così è per gli esseri umani: non è necessario scomodare la legge del karma per spiegare le disuguaglianze naturali.


L'esperienza del risveglio dal coma: "dopo l'esperienza del coma alcuni dei risvegliati sono inclini a credere nella reincarnazione; non concepiscono più la morte come un annientamento, ma come una rinascita; morire consente di rinascere per conoscere una nuova vita più serena".

RISPOSTA - Il coma non è esperienza di morte, così, tale esperienza non è di per sé probante. Al contrario, i cristiani hanno la prova storica della Resurrezione del Cristo. Molti testimoni lo videro, poterono testimoniare in presenza di persecuzioni corporali, poterono testimoniare anche quando tutto sembrava finito. E lo fecero. Perché avevano visto.

Alcuni passi biblici: nella Bibbia un personaggio può essere portato ad assumere il ruolo di qualcuno che l'ha preceduto. Per esempio, Eliseo è stato un altro Elia. Allo stesso modo, come precursore del Messia, si aspettava un secondo Elia. Di fatto l'angelo annuncia a Zaccaria che suo figlio "gli camminerà innanzi con la forza e lo spirito di Elia" (Lc 1,17). Questa continuità nella missione non comporta assolutamente identità tra i due esseri.

A maggior ragione Gesù non poteva essere una reincarnazione del Battista, poiché suo contemporaneo! Ma un uomo superstizioso come Erode poteva vedere nella potenza soprannaturale che Gesù di Nazareth sembrava possedere un prolungamento della potenza di cui già godeva il Battista. Mai Gesù o i suoi apostoli pronunciano una parola che si avvicini anche di poco alla credenza della reincarnazione.

Quando gli apostoli suggeriscono come spiegazione della cecità di un cieco dalla nascita un peccato che poteva essere imputato a lui, ciò non prova che pensassero necessariamente a una colpa commessa in un'esistenza anteriore. Potevano semplicemente pensare che questa infermità fosse dovuta, come insegnavano alcuni rabbini dell'epoca, a una colpa commessa dal bambino stesso durante la sua gestazione.

Gesù dal canto suo rifiuta ogni nesso tra la malattia e un qualsiasi peccato. Egli non accenna mai ad un possibile rapporto di causa-effetto tra le disgrazie degli uomini e una macchia contratta in una vita precedente. Gesù non indirizza i nostri passi verso il passato, ma verso il futuro. Ciò che davvero conta è farsi trovare pronti alla venuta di "Colui che viene come un ladro" (Mt 24,43).


Ulteriori contrasti

1. Siamo una triunità. La reincarnazione sottende inoltre un concetto che sembra scontato, ma che non lo è affatto: il corpo sarebbe solo un involucro. Paolo afferma che ciascuno di noi è "spirito, anima e corpo" (1 Ts 5,23). Noi non siamo solo l'anima, ma siamo anche lo spirito e il corpo. Siamo una "tri-unità". Dunque non siamo semplicemente un'anima che trasmigra da un corpo all'altro.

2. Salvezza per fede e non per opere. La dottrina della reincarnazione fa ovviamente leva su quella del karma: il destino del nostro essere dipenderebbe dalle nostre azioni. Come se, al termine della nostra vita, dovessimo mettere su un piatto della bilancia il bene e il male che abbiamo commesso; avremo allora un destino migliore se la bilancia pende verso il bene, al contrario avremo un destino peggiore.

Per quanto questa dottrina della "meritocrazia" sia entrata nel sangue dei cristiani, non c'è niente di biblico in tutto ciò.
Nelle sue lettere Paolo afferma categoricamente e con forza che la salvezza dell'uomo è dono di Dio, dono gratuito. Cioè, in altre parole, l'uomo è salvato per grazia. In che modo l'uomo può appropriarsi di questa opera salvifica? Con i suoi meriti personali? No, cari amici. Con i meriti della morte e resurrezione del Cristo, cioè per fede. La fede in Cristo è il nostro mezzo di salvezza.

Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene.
(Ef 2,8-9)

L'uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere della legge.
(Rm 3,28)

Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
(Gv 3,16)

La salvezza si ha per fede in Cristo e non per le nostre opere. La Parola di Dio è chiara come il sole. A coloro che pensano di doversi meritare con le opere la salvezza e che pensano che la salvezza per fede escluda ogni valore alle opere, ricordiamo che le opere sono conseguenza dell'amore di un essere rinnovato, reso libero dalla schiavitù dell'IO e del peccato, libero dalla morte. Non sono le opere che ci fanno meritare la vita eterna, ma è la stessa nuova vita che produce in noi opere rinnovate.

Ti prendi gioco della ricchezza della sua bontà, della sua tolleranza e della sua pazienza, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione?
(Rm 2,4).

Non è la nostra opera, la nostra conversione, che ci fa meritare l'amore di Dio, ma l'amore di Dio produce in noi conversione.

0 commenti:

Youtube Blocca i video di Menphis75

Youtube Blocca i video di Menphis75
Clicca la foto

Youtube Sospende il Canale di Menphis75

Guarda i video di Menphis75 sull´indirizzo alternativo.

Clicca>Menphis75 La peggior prigione è quella le cui sbarre risiedono nella tua mente. La dittatura più salda è quella che non sai di subire, quella che si spaccia per la libertà. Fonte *Sorayaluna72*

Video di YouTube