Quando l'Uomo diventa Meraviglia.IL GIUDIZIO HA PRINCIPI ALTISSIMI
CHE NULLA HANNO A CHE VEDERE
CON L'ILLUSIONE DELLA VITA UMANA.
"Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo se tu potessi vedere e sentire
quello che io vedo e sento in questi orizzonti senza fine e in questa luce,
che tutto investe e penetra, tu non piangeresti, se mi ami.
Qui si è ormai assorbiti dall’incanto di Dio, dalle sue espressioni di infinita bontà
e dai riflessi della sua sconfinata bellezza."
Sono questi alcuni versi materializzata da Gustavo Rol durante un esperimento effettuato dopo la scomparsa dell’amata moglie Elna.
Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale ed il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura.
Non scriverò più nulla!
Era il "confidente" di Fellini e Jean Cocteau, conosceva Einstein e De Gaulle. E anche in chi non crede a spiritismo e affini la figura del parapsicologo torinese Gustavo Rol ha sempre suscitato rispetto.
Gustavo Rol è stato uno dei maggiori sensitivi italiani e uno dei più seri. Nel suo libro dedicato ai misteri d’Italia, il grande scrittore Dino Buzzati parlava con ammirazione del fatto che Rol all’età di sessantadue anni ne mostrasse almeno una decina in meno. Morto nel 1994 a novantuno anni, il parapsicologo torinese è stato grande amico di Federico Fellini, di Jean Cocteau, capace – secondo chi l’ha conosciuto – di evocare spiriti di grandi pittori e in stato di trance eseguire quadri magari nello stile inconfondibile di Picasso e Chagall.
Il nome di Gustavo Adolfo Rol, di Torino, è destinato a rimanere nella storia della "parapsicologia", di tutti i paesi, a grandi caratteri.
Rol continuerà ad essere ricordato per le sue doti straordinarie che come diceva Gustavo non erano altro che l'altissima manifestazione di Dio, non si stancava mai di ripetere, che non era la sua volontà a governare le dinamiche e i risultati degli esperimenti.
Rol si considerava un semplice tramite per lo spirito, una specie di "tubo" una "grondaia" attraverso cui l'acqua-spirito veniva convogliata. Ciò che si manifestava, in altre parole, era in qualche modo sottratto al suo volere. Difatti affermava che gli esperimenti non erano ripetibili a comando.
Dei suoi 91 anni di vita (si spense il 22 settembre 1994) oltre sessanta li ha dedicati agli esperimenti del paranormale, in tutte le sue varietà possibili: ha letto nei libri chiusi, ha previsto il futuro, ha scritto, disegnato, dipinto a distanza, senza toccare matite, penne e pennelli, ha smaterializzato oggetti senza toccarli; ha fatto tante altre cose sbalorditive, tutte sempre senza fini di lucro, con la sola finalità di recare bene al prossimo e di far capire che queste doti, a lui, uomo di Fede, venivano dall'Alto, per dimostrare l'esistenza di Dio.
Hanno ammirato Rol statisti, scienziati, artisti, artisti, celebrità di ogni campo.
Gustavo per molti degli esperimenti faceva uso di carte da gioco, che però quasi mai toccava personalmente. (Carte da gioco del tipo omaggio regalate dalle aziende)
Per non cadere nell'errore inconsapevole di molti, vorremo ricordare Gustavo non solo per gli esperimenti, ma per il grande messaggio di Amore che nella sua vita ha lanciato verso l'umanità, per questo motivo qui, non verrà dato ampio spazio agli esperimenti, ma verranno presi solo alcuni esempi fra i tanti per farvi capire le possibilità che a Rol erano offerte.
Nel diario personale di Gustavo alla data 28 luglio 1927 vi é un'annotazione scritta a caratteri cubitali che dice: "oggi la mia ricerca é finita. Ho scoperto la legge che lega le vibrazioni cromatiche del verde a quelle sonore della quinta nota musicale e a certe vibrazioni termiche: il segreto della coscienza sublime."
Molta importanza per Gustavo Rol aveva la concezione dell'unità mondiale, fu memorabile il suo intervento telefonico ad una famosa trasmissione domenicale RAI condotta da Raffaella Carrà ove lanciò un messaggio ai giovani. (questo messaggio di Rol lo troverete in queste pagine prossimamente, grazie alla gentile collaborazione di Catterina F. vicina a Gustavo negli ultimi anni della sua esistenza)
ALCUNI ESPERIMENTI
20 marzo 1976 in casa di amici
Rol vuole fare un esperimento di materializzazione. Ma non sa cosa. Fa spegnere le luci del lampadario, vuole solo la penombra che dà una luce in fondo al corridoio. Dice ad un presente di raccontare una favola. La signora indicata da Rol per tale compito iniziò subito a raccontare di due fratellini che per Natale avevano un desiderio. Rol subito la fermò dicendo "non racconti la favoletta per bambini". Lei riprese: "i due fratellini crebbero e diventati grandi si ricordarono di quel desiderio avuto in quel lontano Natale". Rol la ferma: "ecco, ecco, incominciamo a fissare questo :il Natale". E scrive su un foglio la parola Natale. Chiede ad un altra signora presente, moglie di un noto giornalista di dire cosa gli ricorda il Natale. La risposta é stella. Ma Gustavo subito incalza "dobbiamo creare qualcosa che dia la sensazione del Natale. Ho freddo, ho freddo, sentite che freddo" e si tira su il bavero della giacca. Al fondo della sala c'é il caminetto acceso, ma la fiamma lo distrae, manda il padrone di casa a coprirla con la cenere. Attende che l'amico torni al suo posto e poi dice a tutti di afferrare l'orlo del panno verde che copre la tavola e di sollevarlo, poi invita le due signore che siedono ai suoi lati di afferrargli le mani e di tenerle ben strette. Dice qualche parola con voce tesa: "ecco, ecco, ora viene.....". Poi grida: "é già avvenuto, luce, luce" e nel frattempo che ci si accinge ad accendere la luce si intravede un bagliore al centro del tavolo. A luce accesa si nota il tappeto verde ricoperto, più intensamente al centro, di migliaia di pagliuzze scintillanti, quasi impalpabili, sembravano polvere di brillanti. Alcuni presenti affermavano di aver notato distintamente nei primi attimi l'alone che si stava estendendo, cioè che le pagliuzze si accrescevano di numero via, via.
Gustavo rasserenato disse: "Ecco la sensazione del Natale, é quella polvere che un tempo veniva messa sulle cartoline di Natale per rendere brillante la stella cometa". Invitò i presenti a prendere un po' di quella polvere perché era di buon auspicio.
Nei giorni seguenti fu analizzato il composto scintillante e la sua composizione risultò: alluminio, silicio, ferro, piombo, terre rare e alcaline in piccola quantità.
10 dicembre 1973 il settimanale "GRAZIA" pubblica quanto segue:
"... e proprio questa sera, presenti alcuni professionisti di Torino suoi amici, Rol mi fa immergere dentro una caraffa d'acqua un mazzo di carte nuovo, appena comperato dal tabaccaio ed ancora avvolto nella custodia di plastica trasparente. Poi il recipiente viene portato in cucina e chiuso nel freezer del frigorifero, affinché l'acqua geli in fretta. Quando il liquido ed il mazzo formano un unico ed impenetrabile blocco di ghiaccio, mi chiede di estrarre da un altro mazzo una carta a caso. E' il 7 di quadri. Quindi viene sciolto il ghiaccio e nel mazzo nuovo, integro, trovo il 7 di quadri rovesciato, cioè in posizione contraria rispetto alle altre carte.
... racconta il prof. Ferruccio Fin:
"eravamo in sei, nel mio appartamento di Corso Matteotti. Abbiamo messo nelle mani di Rol un rametto preso da un vaso e lui lo ha gettato contro la parete: il ramo non é caduto, é scomparso. Siamo andati nella stanza accanto, al di là del muro: il ramo era finito su un armadio che era contro la parete".
... racconta la Sig.ra Lia Colombo
"Una sera, nella mia casa di via Verdi, Rol si fece dare un pastello, mi chiese se vi fosse nella camera accanto una parete libera. Tracciò nell'aria una "N" e disse di andare di la a vedere. Ci precipitammo: sul muro c'era, sopra la testiera del letto che poggiava contro la stessa parete,nitidissima, scritta con quel pastello, la lettera indicata.
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